Cura della persona nel suo insieme...
Dott.ssa Eleonora Garibaldi

Dott.ssa Eleonora Garibaldi

Giovedì, 19 Novembre 2020 11:12

Mi sono bloccato con la schiena, che fare?

Quante volte siamo stati contattati o ci è stato chiesto sia dai nostri pazienti che da soggetti che lamentano forti dolori lombari: "Buongiorno, mi sono bloccato con la schiena, cosa posso fare o cosa mi consiglia?"

Con il termine blocco della schiena (detto anche lombaggine o lombalgia) comunemente definito "colpo della strega" si intendono forti dolori lombari, ma realmente cosa è?

In questo 2020 l’uso della mascherina protettiva, per l’emergenza epidemiologica (Sars-CoV-2) COVID-19, è entrata prepotentemente a far parte della nostra vita quotidiana.
A tutti noi è stato chiesto di indossarla quotidianamente, all’aperto e nei luoghi chiusi, per un tempo più o meno lungo, sia che siamo adulti o ragazzi, uomini o donne, pensionati o lavoratori.
Dopo alcuni mesi, però, in molti si sono accorti che l’uso prolungato di questo dispositivo di protezione delle vie respiratorie può provocare fastidiosi effetti collaterali.  Problemi legati soprattutto ad arrossamenti della pelle, mal di testa, cervicalgia, problemi respiratori o dolori alla mandibola.

Smart working, che significa?

Letteralmente smart working significa lavoro agile, ma perché questo lo sia davvero è necessario che tutto quello che ne comporta sia intelligente e ben fatto, e mi riferisco, quindi, anche alla postura che si adotta quando si è in casa e si lavora in smart working.

Perché i neonati non sempre ruotano la testa bene da tutte e due i lati? 

Molte neo-mamme si accorgono di questa difficoltà del loro nascituro, sin dall'inizio, a volte la difficoltà di ruotare bene la testa da un lato porta anche la difficoltà da parte del neonato di attaccarsi bene ad un seno, con il risultato che da un seno il bimbo si nutre bene e dall'altro si agita, morde e l'allattamento diventa doloroso e fastidioso.

L’osteopatia è inserita dall’OMS nelle medicine tradizionali e complementari questo perché con il suoi principi valuta una disfunzione in maniera complementare, sulle basi della conoscenza anatomiche e fisiologiche.

Tale principio, quindi può essere applicato sia se si parla di un essere animale, come il cane, o di un essere umano, tanto più che in questi ultimi anni si è ampliata tale pratica anche in ambito veterinario: infatti l’osteopatia veterinaria si sta molto diffondendo anche al di fuori dei circuito di gare o concorsi internazionali.

Sempre più frequentemente i miei pazienti si rivolgono a me, perché riferiscono, come sintomo, dei formicolii notturni agli arti superiori, quindi alle braccia ma soprattutto alle mani, sia omolaterali che bilaterali a volta associato anche ad altri sintomi.

L’osteopatia, infatti, spesso può essere un’ottima risposta a questa problematica, ovviamente previa visione e valutazione del paziente, in quanto tale sintomo può essere la conseguenza di più fattori, che necessitano la presa in carico anche di altri specialisti.

I dolori articolari spesso ci limitano nelle nostre azioni, nelle nostre scelte e nella vita quotidiana. Hanno per noi una perturbazione e un'influenza giornaliera; spesso si dà la colpa all'età e pensiamo che sia impossibile star bene. L’obiettivo del benessere e della salute sembra irraggiungibile. Sarà quindi mio interesse approfondire cosa sono i dolori articolari e la connessione con l'età.

Le tecniche osteopatiche sono delle tecniche manuali che l'osteopata sceglie durante il suo trattamento per migliorare e prendersi cura del paziente. La più conosciuta, tra queste tecniche è lo scrocchio, ma c'è molto altro oltre questo. Non tutti i pazienti possono essere "scrocchiati", perché in alcune età sarebbe una scelta sbagliata (neonati, bambini, donne in gravidanza e anziani) e perché in alcune patologie può essere dannosa (osteoporosi…).

Sollecitata dalla comune e frequente domanda di chi lamenta un dolore lombare o cervicale affronto in questo articolo l'ernia del disco, la più nota delle discopatie. Sottolineo come questa patologia che mentre un tempo si riscontrava in soggetti adulti con lavori particolarmente usuranti, oggi si evidenzia anche in persone di giovane età e con maggior diffusione. La continua evoluzione delle strumentazioni e quindi precisione di esami diagnostici come la Rmn e la Tac, consentono una individuazione più rapida di questa patologia.

Chiariamo che la parte del corpo interessata è la colonna vertebrale ed in particolare prendiamo in esame i dischi intervertebrali. I tessuti, fibro-cartilaginei, che compongono questi dischi, sono formati da una porzione centrale, nucleo, a consistenza più molle e gelatinosa e da un rivestimento esterno, l'anello fibroso. Sono presenti lungo tutta la colonna, dal tratto cervicale fino alla prima sacrale, unendo stabilmente le vertebre.

L’osteopatia individua nel diaframma, sarebbe più corretto dire diaframmi, uno dei punti fondamentali della struttura del corpo umano. Sono infatti tre i diaframmi che l’osteopatia, con la sua visione olistica, esamina con interesse nell'anatomia umana:

  • il tentorio del cervelletto;
  • il diaframma toracico;
  • il diaframma pelvico (detto pavimento pelvico).

Vorrei, in questo articolo, prendere in esame il diaframma toracico descrivendone sommariamente la funzione, l'importanza e come l'osteopatia può risolvere le disfunzioni.

Che cosa è il diaframma?

Il significato della parola, come è facilmente intuibile, significa “elemento divisorio”, infatti il diaframma separa anatomicamente la cavità toracica da quella addominale.

Il diaframma è un muscolo-tendineo lungo ed appiattito dalla forma a cupola non simmetrica, innervato centralmente dal nervo frenico, viene attraversato dall'aorta ed è collegato a tutti i principali organi ed alla spina dorsale.

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